SUPERBONUS 110%: QUANDO PUÒ CONFIGURARSI UN REATO?
SUPERBONUS 110%: QUANDO PUÒ CONFIGURARSI UN REATO?
In attesa della decisione della Cassazione sulla qualificazione giuridica dei crediti fittizi
La stagione del Superbonus 110% ha generato un volume straordinario di interventi edilizi e di crediti fiscali. Parallelamente, ha aperto scenari complessi sotto il profilo penale, soprattutto nei casi di crediti d’imposta ritenuti fittizi.
All’udienza del 26 febbraio 2026, la Corte di Cassazione è chiamata a chiarire una questione centrale:
la creazione di un credito di imposta fondato su lavori mai eseguiti – o eseguiti per importi inferiori rispetto a quelli dichiarati – integra il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) oppure quello di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.)?
La distinzione non è solo teorica: comporta differenze rilevanti in termini di struttura del reato, gravità e trattamento sanzionatorio.
Le due ipotesi a confronto
Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.)
Richiede:
- artifici o raggiri;
- induzione in errore dell’ente erogatore;
- conseguimento di un profitto ingiusto.
È un reato più grave, punito con pene più elevate, e presuppone un comportamento fraudolento strutturato.
Indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.)
Si configura quando:
- si ottiene un contributo pubblico senza averne diritto;
- mediante l’utilizzo o la presentazione di documentazione non veritiera;
- senza necessariamente integrare un vero e proprio artificio o raggiro.
È generalmente considerato una fattispecie meno grave rispetto alla truffa aggravata.
Perché la qualificazione del reato è così importante?
Nel sistema dei bonus edilizi, la creazione e la circolazione dei crediti fiscali hanno coinvolto imprese, professionisti, intermediari finanziari e istituti bancari.
Stabilire quale fattispecie penale si applichi significa chiarire:
- il livello di responsabilità richiesto;
- la soglia di rilevanza penale;
- le conseguenze in termini di pena e misure cautelari;
- le ricadute su eventuali responsabilità concorrenti.
La decisione della Cassazione potrà quindi incidere in modo significativo sull’orientamento giurisprudenziale futuro e sulla gestione dei procedimenti in corso.
Un quadro in evoluzione
Il contesto dei crediti fiscali legati al Superbonus ha mostrato come l’innovazione normativa, se accompagnata da procedure complesse e volumi economici rilevanti, possa generare aree di rischio.
L’attenzione alla correttezza documentale, alla tracciabilità delle operazioni e alla verifica dei presupposti normativi resta elemento essenziale per prevenire contestazioni penali.
L’attesa pronuncia della Corte contribuirà a delineare con maggiore precisione i confini tra irregolarità amministrativa e responsabilità penale.