Parità di genere

Certificazione
UNI/PdR 125:2022

La parità di genere è il principio per cui donne e uomini devono avere pari diritti, opportunità e accesso alle risorse in ogni ambito della vita, compreso quello lavorativo.

Parità di genere

Certificazione
per la parità di genere

Includere non è solo una scelta etica: è una strategia. Accompagniamo imprese e organizzazioni nel percorso verso la certificazione per la parità di genere, promuovendo una cultura aziendale più equa, sostenibile e consapevole.

Che cos’è la
parità di genere

Secondo l’agenda ONU 2030 “la parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace”: parità di genere significa parlare di persone superando il gender gap e consentendo a tutti gli individui, indipendentemente dal genere, di avere le stesse opportunità e gli stessi diritti in ogni ambito della vita: in famiglia, nell’istruzione, nel lavoro, nella società.

Parità non è “identicità”, ma pari dignità, pari accesso, pari riconoscimento. Non si tratta soltanto di uguaglianza “formale” o numerica.

Nel mondo del lavoro, questo principio si traduce in un percorso di miglioramento che conduce a:

  • Accesso equo a posizioni e ruoli a parità di competenze;
  • Parità retributiva a parità di mansione e responsabilità;
  • Assenza di discriminazioni dirette o indirette (es. nei colloqui, nei percorsi di carriera, nella gestione della maternità/paternità);
  • Equilibrio tra vita lavorativa e personale, con politiche inclusive flessibili;
  • Cultura organizzativa non basata su stereotipi di genere.

Perché è un tema che riguarda tutti?

La parità di genere non è solo una questione femminile.
È un fattore di sviluppo, innovazione e benessere collettivo. Le aziende e le organizzazioni che adottano politiche inclusive:hanno vantaggi economici diretti, migliorano il clima interno e riducono il turnover, attraggono talenti, migliorano la loro brand identity, contribuiscono alla sostenibilità sociale (ESG) e ottengono migliori performance complessive.

Dalla teoria alla pratica
Parlare di parità di genere significa analizzare la propria realtà e introdurre politiche aziendali che puntino al miglioramento cercando con il tempo di ridurre e eliminare:

  • gender gap salariale
  • episodi di segregazione orizzontale e verticale (alcuni ruoli sono ancora prevalentemente maschili o femminili)
  • assenza di donne nei ruoli apicali all’interno dell’organizzazione
  • pregiudizi inconsci (bias) che condizionano le scelte di assunzione, promozione, valutazione
  • episodi di violenza nei luoghi di lavoro
  • ruolo della genitorialità e carico familiare sbilanciato.

Affrontare questi temi non è solo un dovere morale, ma un vantaggio strategico e competitivo.

Cosa significa
certificarsi
(UNI/PDR 125:2022)

La certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 è uno strumento volontario nato per accompagnare le aziende verso modelli organizzativi più inclusivi, equi e responsabili.

Si tratta di un percorso strutturato, basato su parametri oggettivi, che consente di misurare e migliorare il proprio livello di parità all’interno del contesto lavorativo.

Certificarsi significa non solo aderire a un modello virtuoso, ma anche riconoscere formalmente l’impegno dell’organizzazione nel promuovere la parità tra donne e uomini in modo concreto, verificabile e trasparente.

La certificazione si basa su sei macro-aree, che vengono analizzate attraverso KPI (indicatori chiave di prestazione). Ogni area viene valutata con un punteggio, e il rilascio della certificazione da parte di un Ente certificatore avviene solo se l’organizzazione raggiunge almeno 60 punti su 100.

Le macro-aree analizzate sono:

  • Cultura e strategia aziendale: creazione di una propria politica e di un proprio piano strategico;
  • Governance: costituzione di un comitato guida e di una direzione aziendale che punti al superamento del gender gap;
  • Processi HR: modalità di selezione, valutazione e carriera non discriminatorie;
  • Opportunità di crescita e inclusione: esistenza di policy che favoriscano lo sviluppo di. carriera indipendentemente dal sesso;
  • Equità retributiva: monitoraggio e riduzione del divario salariale tra generi a parità di livello e mansione;
  • Tutela della genitorialità e work-life balance: introduzione di misure per conciliare tempi di vita e lavoro (es. flessibilità, smart working e welfare).

Il percorso prevede una fase di autovalutazione, la stesura di un piano di miglioramento e una verifica da parte di un ente certificatore accreditato (es. RINA, DNV, TÜV…).

Non è solo un adempimento, ma un’opportunità per guardarsi dentro, capire come si lavora e scegliere di farlo meglio.

I vantaggi della certificazione
Scegliere di intraprendere il percorso di certificazione significa fare una scelta strategica, non solo valoriale.

Sempre più aziende – dalle PMI alle grandi realtà strutturate – stanno riconoscendo l’importanza della parità di genere come fattore determinante per la crescita interna, la reputazione esterna e l’accesso a nuove opportunità.

Certificarsi significa dimostrare, con evidenza misurabile, l’adesione a una cultura organizzativa che mette al centro l’equità, l’inclusione e il rispetto della persona.

Tra i principali vantaggi:

  • Sgravi contributivi INPS fino a 50.000 € annui (previsti per le aziende certificate);
  • Premialità nella finanza agevolata;
  • Premialità nei bandi pubblici e negli appalti, in base al nuovo Codice degli Appalti;
  • Maggiore attrattività per talenti e stakeholder;
  • Rafforzamento della reputazione aziendale verso clienti e mercato;
  • Contributo concreto alla sostenibilità ESG, in particolare nell’area “Social”;
  • Miglioramento del clima aziendale, con effetti positivi su produttività, retention e benessere organizzativo.

Inoltre, il percorso di certificazione può diventare un’occasione per attivare processi di consapevolezza interna, raccogliere dati, valorizzare le risorse presenti e aprire nuovi scenari di sviluppo.

Pubblicazioni

PARITÀ CHE PORTA PROFITTO

In un contesto in cui la responsabilità sociale è sempre più al centro delle scelte pubbliche e private, certificarsi non è solo un vantaggio: è una dichiarazione di identità.

Intervista all’autrice – Avv.ta Serena Invernizzi

“Parità che porta profitto”
Una guida per chi vuole investire davvero nelle persone.

Perché un libro sulla certificazione di parità di genere, proprio adesso?
Perché oggi, più che mai, abbiamo bisogno di riportare l’attenzione sull’essere umano. In un tempo dominato da tecnologie, automazioni e intelligenze artificiali, rischiamo di dimenticare che il vero motore delle aziende sono le persone. Questo libro nasce per raccontare il valore della certificazione UNI/PdR 125:2022 come strumento concreto per crescere in modo inclusivo e sostenibile.

Il titolo è provocatorio: “Parità che porta profitto”. Cosa significa davvero?
Vuole accendere un campanello d’allarme. L’IA è uno strumento potente, ma non sostituisce la cultura aziendale, la visione, la capacità di ascoltare e includere. Il libro è un invito a fare un passo consapevole: non perché obbligatorio, ma perché oggi conviene – eticamente, socialmente ed economicamente.

A chi è rivolta questa guida?
A imprenditori, HR manager, professionisti e consulenti che vogliono capire davvero come funziona la certificazione e perché rappresenta un investimento ESG. Non è solo un manuale tecnico, ma una bussola pratica per affrontare il cambiamento.

Un messaggio finale?
Cambiare si può. E farlo partendo dalle persone è il modo migliore per costruire imprese più solide, consapevoli e pronte al futuro.

Serena Invernizzi

Come possiamo supportarti

Il nostro studio affianca imprese, studi e organizzazioni in tutte le fasi della certificazione:

  • Analisi preliminare della situazione aziendale
  • Redazione delle policy e della documentazione richiesta
  • Definizione del piano di miglioramento
  • Formazione interna su parità, linguaggio inclusivo, cultura aziendale
  • Supporto legale e normativo durante il percorso con l’ente certificatore