GUIDARE UN MONOPATTINO IN STATO DI EBREZZA È UN REATO?

La Cassazione chiarisce l’equiparazione ai velocipedi

Negli ultimi anni il monopattino elettrico è diventato uno dei mezzi di trasporto più utilizzati nelle aree urbane. La sua diffusione, favorita anche dai servizi di noleggio, ha posto numerose questioni interpretative in materia di responsabilità e applicazione delle norme del Codice della Strada.

Con la sentenza n. 37391 dell’11 novembre 2025, la Corte di Cassazione ha affrontato in modo chiaro una domanda ricorrente: la guida del monopattino in stato di ebbrezza costituisce reato?

La risposta è affermativa.

 

L’equiparazione ai velocipedi

La decisione della Suprema Corte si fonda sull’art. 1, comma 75-quinquies della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha equiparato i monopattini elettrici ai velocipedi.

Tale equiparazione non è meramente formale, ma comporta l’applicazione delle norme del Codice della Strada previste per i veicoli, inclusa la disciplina relativa alla guida in stato di ebbrezza.

Ne consegue che il conducente di un monopattino – anche a noleggio – può essere sottoposto ad accertamento alcolemico e rispondere della contravvenzione prevista dall’art. 186 C.d.S.

 

Le conseguenze giuridiche

La guida in stato di ebbrezza è una contravvenzione che può comportare:

  • sanzioni penali (ove sia superata una certa soglia)
  • ammenda
  • eventuali sanzioni accessorie
  • conseguenze sul casellario giudiziale

Il fatto che si tratti di un mezzo “leggero” o percepito come meno pericoloso non esclude la responsabilità del conducente.

La Corte ha dunque ribadito un principio fondamentale: la sicurezza stradale si applica a tutti i mezzi di circolazione, anche a quelli di recente introduzione.

 

Una pronuncia coerente con l’evoluzione della mobilità urbana

La decisione si inserisce in un più ampio orientamento volto a garantire maggiore tutela della collettività in un contesto di mobilità urbana sempre più complesso.

L’utilizzo di mezzi alternativi non comporta un abbassamento degli standard di responsabilità: al contrario, richiede maggiore consapevolezza.